La pandemia rallenta i lavori dei brand

Un giorno in più per Parigi: la fashion week arriva fino al 10 marzo

A causa delle restrizioni dovute al Covid, le aziende prendono tempo e gli appuntamenti slittano, tanto che la settimana della moda di Parigi, al via oggi con le collezioni Fall-Winter 2021, ha aggiunto un giorno in più al calendario, arrivando fino al 10.

La Fédération Française de La Haute Couture et de la Mode ha infatti annunciato che gli eventi in scena, inizialmente previsti dall'1 al 9 marzo, saranno spalmati su un giorno in più, riflettendo così la difficoltà dei brand a stare nei tempi, causa pandemia.

Louis Vuitton (nella foto la p-e 2021), che inizialmente doveva svelare la collezione il 9 marzo, è passato al giorno successivo, senza specificare il motivo.

Dior, originariamente di scena il 4 marzo, ha spostato lo show all’8 e molti altri marchi stanno cambiando date.

Olivier Theyskens ha rinviato la presentazione (schedulata il 5 marzo), senza fissare un altro appuntamento. Idem Mugler, che non sarà più sottto i riflettori il 3 marzo, ma in altro momento durante il mese.

Anche Alexandre Mattiussi ha previsto di svelare la nuova collezione del suo brand Ami l’11 marzo, mentre Kenzo ha spostato la sua presentazione il 26 del mese.

Oggi la kermesse parte con i new talent: la giornata dell'1 marzo è dedicata, tra gli altri, alla designer danese Cecilie Bahnsen, a Benjamin Benmoyal (che ha esordito con l'autunno 2020 e si è fatto notare per la maestria nell'utilizzo di materiali riciclati) e, direttamente dalla Corea, a Kimhekim, il più giovane membro della Fédération.

Tra gli highlight dei prossimi giorni il debutto, il 7 marzo, della prima collezione co-ed disegnata da Matthew Williams per Givenchy, così come per il nuovo corso di Chloé sotto la regia stilistica di Gabriela Hearst, che verrà svelato il 3 marzo.

Sempre il 3 marzo sarà la volta di Courrèges, che apre un nuovo capitolo con il direttore creativo Nicolas De Felice, entrato nel team lo scorso settembre.

Nel programma parigino mancano all’appello le griffe di Kering, che ha abbracciato la strategia di sganciarsi dagli appuntamenti canonici, come Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen e Celine.

a.t.
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