sostenibilità

A Milano tornano i Green Award, grazie anche a Ice che investe 10 milioni nella fashion week

Alla fashion week di settembre tornano per il secondo anno consecutivo i Green Carpet Fashion Awards: una serata dedicata alle aziende della moda attente ai valori dell'ecologia e dello sviluppo sostenibile, ma soprattutto l'occasione di vedere riuniti ancora una volta sul palco del Teatro alla Scala il meglio della moda made in Italy.

 

Quest'anno gli Oscar della moda verde si terranno domenica 23 settembre e ancora una volta troveranno nell'Ice un pilastro portante: l'organismo attraverso cui il Governo italiano favorisce lo sviluppo economico-commerciale delle nostre imprese investirà per il 2018 ben 10 milioni di euro sulla fashion week milanese, finanziando oltre ai Green Carpet Fashion Awards anche l'iniziativa Milano XL, promossa tra gli altri da Altagamma.

 

Alla conferenza di presentazione dell'iniziativa, che vede ancora una volta il coinvolgimento del Comune di Milano, non sono stati forniti i nomi degli ospiti internazionali attesi all'evento. «Per quelli - ha detto Livia Firth, che ha promosso l'iniziativa insieme a Camera Nazionale della Moda Italiana - bisognerà aspettare agosto quando, durante la Mostra del Cinema di Venezia, sveleremo i nomi di alcune delle personalità che sfileranno sul nostro tappeto verde».

 

Sempre durante la rassegna cinematografica sarà resa nota anche la lista completa dei premi che verranno assegnati durante gli Oscar della Moda green.

 

Il format della serata dovrebbe essere a grandi linee lo stesso della prima edizione, che prevedeva la consegna di una serie di riconoscimenti a big brand (nel 2017 erano saliti contemporaneamente sul palco Miuccia Prada, Giorgio Armani, Alessandro Michele e Pierpaolo Piccioli), mentre i designer emergenti saranno coinvolti in una competition, le cui iscrizioni sono partite proprio oggi, 21 marzo, sul sito di Cnmi. Ai cinque finalisti andrà un anno di mentorship offerto da The Bicester Village Shopping Collection di Value Retail.

 

 

 

 

Ci ha pensato sempre Livia Firth, durante la conferenza stampa di presentazione della nuova edizione che si è svolta oggi a Milano, a fornire qualche indicazione in più sui Green Carpet Fashion Awards, a cominciare dall'allestimento: «Il tema della seconda edizione - ha anticipato - sarà "handprint" e per questo trasformeremo piazza della Scala in un giardino degli artigiani, facendoci aiutare da una componente tecnologica molto forte. Insomma, vi stupiremo con effetti speciali»

 

«Parliamo spesso dell’impronta ecologica dei prodotti moda che produciamo - ha detto ancora Livia Firth - ma una visuale ristretta sulla tematica ecologica non tiene conto di tutte le altre sfaccettature che influiscono sulla creazione di una filiera realmente sostenibile. Parlando di handprint della moda andiamo anche ad includere la parte sociale della filiera, il senso di appartenenza e il valore culturale che abbondano nella filiera produttiva italiana ancorata ad un modello artigianale».

 

«È fondamentale che il pubblico possa entrare quanto più possibile in diretto contatto con questa incredibile filiera - ha detto Carlo Capasa- Anche perché vogliamo ispirare le future generazioni a lavorare all’interno di questa industria».

 

Ma i maggiori stilisti italiani e internazionali, i designer emergenti e le aziende più innovative in tema di sostenibilità non dovranno aspettare il 23 settembre per riunirsi e parlare di certi argomenti. Il tema è una vera priorità per la Camera della Moda Italiana, che proprio ieri ha organizzato un summit a porte chiuse sul tema.

 

«I Green Carpet Fashion Awards - ha dichiarato Carlo Capasa - sono un momento mediatico importante, utile a mettere in luce una tematica che ci sta molto a cuore, ma che merita di essere affrontata con disciplina e metodo. Alla roundtable di ieri a Milano hanno preso parte le grandi aziende italiane, ma anche rappresentati di Kering, Lvmh, Burberry e Paul Smith».

 

«Insieme - ha concluso Capasa - abbiamo discusso di sostanze potenzialmente tossiche, ma i temi da affrontare sono ancora molti. Porteremo avanti questo genere di iniziative, fino a quando non saremo in grado di produrre un documento con le linee guida, che raccolga i parametri in grado di definier quando un'azienda è ecologica e quando non lo è».

 

Nella foto, Carlo Capasa e Livia Flirth

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