sostenibilità

Peta dà gli oscar agli "animal-friendly" Stella McCartney e Armani

Anche l'associazione animalista Peta ha i suoi "award" per quanto riguarda la moda. Il criterio numero uno per aggiudicarseli è, naturalmente, produrre le proprie collezioni nel rispetto degli animali. Sul podio, tra gli altri, Stella McCartney (Stilista dell'Anno) e il Gruppo Armani (Momento più Importante per la Moda di Lusso).

 

Della stilista britannica è stato apprezzato l'impegno, dimostrato da tempo e ancora di più con la campagna pubblicitaria "Senza pelle, piume o pelliccia", nella difesa degli animali e dell'ambiente.

 

Il premio ad Armani si riferisce all'annuncio, lo scorso marzo, dell'adozione di una politica "no fur": niente pellicce d'ora in poi nelle proposte firmate da "Re Giorgio".

 

La "Migliore Collaborazione per una Collezione di Scarpe Vegan" è stata quella tra Amélie Pichard x Pamela Anderson.

 

Altre "statuette" sono andate al retailer Liberty, che a sua volta ha preso posizione contro le pellicce e le pelli esotiche, a Rombaut tra i designer esordienti nell'ambito del footwear, a Ruby + Ed (migliore marchio di pellicce in materiali man-made), a Denise Roobol che utilizza finti coccodrilli e struzzi nelle sue creazioni, a Melie Bianco, artefice di borse ecologiche e animal-friendly, a Vaute che utilizza il cotone riciclato al posto della lana, a Bourgeois Boheme in grado di realizzare artigianalmente scarpe "cruelty free" e, infine, a Flocus: un brand che si sta affermando grazie al kapok, alternativa alle piume fatta con fibre naturali.

 

Ma, come sottolinea il comunicato, altri nomi sono da includere nella lista dei "buoni": vedi Topshop, Asos, Dr Martens, Primark e Oasis, che non useranno più piume nelle loro collezioni.

 

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