sotto i riflettori

Louis Vuitton: dallo show giapponese della Cruise al tailleur di M.me Macron

L'heritage giapponese filtrato dagli occhi di un occidentale e l'unione tra naturalità e mood urbano sono stati i leitmotiv della sfilata Cruise 2018 di Louis Vuitton, ieri (14 maggio) al Miho Museum di Kyoto. Intanto, dall'altra parte del mondo, Brigitte Macron presenziava alla cerimonia di insediamento del marito all'Eliseo con un tailleur preso in prestito dalla griffe.

 

Secondo gli accordi, la first lady francese - impeccabile nel completo azzurro con bottoni dorati, abbinato a borsa e décolleté color cipria - dovrà infatti restituire il modello al marchio. Per la cronaca, Emmanuel Macron indossava un abito firmato Jonas et Cie dal prezzo democratico: 450 euro.

 

Tornando al Paese del Sol Levante, in scena capi la cui modernità sta nel mix and match di diverse culture: da un lato si avvertono chiari e forti gli echi del mondo dei Samurai, dell'arte di Hokusai e del teatro Kabuki (vedi le pochette che ne raffigurano le maschere) ma dall'altro i tagli, le sovrapposizioni, la ricerca sulle vestibilità vanno nella direzione di una contemporaneità senza confini geografici.

 

L'utilizzo del jersey intrecciato e dei maglioni in pelle richiama le armature dei guerrieri e dalle cinture obi nasce un nuovo tessuto per i pantaloni, mentre la sera si illumina dei bagliori dorati dei teatri Noh.

 

Da segnalare il tributo a Kansaï Yamamoto, con le sue stampe a contraddistinguere molte borse e accessori. Yamamoto, nato nel 1944 a Yokohama, ha aperto la strada a un'intera generazione di creativi nipponici, sfilando per primo a Parigi. Ha acquisito una notorietà planetaria anche per aver disegnato la maggior parte dei look di David Bowie, compresi quelli del tour del 1972-1923 Ziggy Stardust. In generale, è famoso per il suo approccio avant-garde e dissacrante alla moda.

 

Invece Kristopher Haigh, fondatore del brand 1K, è stato coinvolto da LV per la creazione dei berretti.

 

Commentando il défilé, il direttore creativo di Louis Vuitton, Nicolas Ghesquière, ha sottolineato il proprio legame con il Giappone, «uno dei posti che ho visitato per primo quando ero alla ricerca di ispirazione, circa 20 anni fa e da allora ne sono stato un assiduo visitatore. La collezione è un tributo a ciò che il Paese mi ha dato».

 

Di forte impatto la scenografia: il Miho Museum, inaugurato 20 anni fa, è stato progettato da Ieoh Ming Pei (artefice anche della Piramide del Louvre) pensando allo Shangri-La, il leggendario paradiso terrestre nascosto in una valle segreta dell'Himalaya: si trova in un maestoso scenario naturale, dove il marchio ammiraglio di Lvmh ha utilizzato come passerella un lungo ponte sospeso che collega due montagne.

 

Ad applaudire la sfilata uno stuolo di celebrity, tra cui Michelle Williams, Fan Bing Bing, Grace Coddington, Jennifer Connelly e Isabelle Huppert (nella foto da Instagram, l'attrice Rila Fukushima in apertura dello show, chiuso da Doona Bae).

 

 

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