Startup made in Italy

Da Jimmy Choo alle calzature vegane: così Alfredo Piferi conquista Harrods

Materiali riciclati e pelle vegana rappresentano il trademark per la calzature firmate da Alfredo Piferi, un giovane stilista italiano di base a Londra che, archiviate collaborazioni importanti con Jimmy Choo e Burberry, ha deciso di creare un marchio tutto suo, battezzato Piferi. Una startup che ha già conquistato Harrods.

 

Il progetto è partito con la Fall-Winter 202/21: la prima collezione è stata svelata a Londra, in casa di Piferi. Poi è stata la volta di Parigi, dove i 10 modelli realizzati sono stati presentati ad alcuni buyer selezionati, sempre all'interno di un'abitazione.

 

«A breve sarà la volta di Milano», racconta a fashionmagazine.it lo stilista. «Anche in questo caso tutto avverrà all'interno di un appartamento. Ci piacerebbe che l'utilizzo di residenze private diventasse una cifra distintiva delle nostre presentazioni».

 

Sono già molti i buyer italiani che da subito hanno mostrato interesse per questo progetto che si caratterizza non solo per l'approccio etico e responsabile al prodotto, ma anche per una produzione made in Italy e un target point interessante, visto che ogni modello costerà circa 100 euro in meno rispetto a quelli di marchi con lo stesso posizionamento.

 

«Ho intrapreso questo progetto - prosegue lo stilista - con l'idea di creare un prodotto con una giustificazione. Realizzare delle belle scarpe oggi non può più essere sufficiente. La strada di una produzione vegan è solo l'inizio di una sfida che sto affrontando con il Calzaturificio Giovanni Monte di Parabiago. Attualmente non siamo 100% sostenibili, perché esserlo veramente è impossibile, ma l'obiettivo a cui tendere è quello».

 

Il lancio ufficiale della collezione sarà a maggio, quando Harrods dedicherà alle calzature firmate Alfredo Piferi un pop-up, che resterà attivo nel department store londinese per quattro settimane. «Un successo inimmaginabile, ma che ci fa essere ottimisti per il futuro», dice il designer romano trapiantato a Londra.

 

«Saremo a Dubai in estate - conclude - e inoltre stiamo mettendo in piedi un progetto con un importante multimarca italiano», racconta lo stilista, anticipando che il business model futuro punta a mantenere Londra come sede creativa e l'Italia come hub di produzione e di distribuzione.

an.bi.
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