svelata su pitti connect la FW 21/22

Lardini: una stagione da scoprire camminando nel bosco

Lardini, un marchio che affonda le radici nella tradizione sartoriale, nella passione per il bello e nei sogni proiettati verso un futuro migliore, ha presentato su Pitti Connect la FW 21/22.

Un marcho, Lardini, che dalla fondazione nel 1978, partendo da un piccolo laboratorio, è divenuto un brand che fa tendenza in termini di eleganza maschile.

Il futuro della label è dedicato a un uomo nuovo, dall’anima green, che cerca una connessione con la natura e desidera il ritorno a una vita più lenta, improntata alla consapevolezza che le risorse da usare vanno dosate con attenzione.

La FW 21/22 è dunque un racconto di vita vissuta, come quella della big family Lardini che, dalla purezza dei colli marchigiani - nello specifico Filottrano - ci induce a riflettere su una società nel mezzo del cambiamento. Bisogna allora saper assaporare la nostra architettura ambientale, proprio come hanno fatto due grandi autori come H.D. Toreau e Giuliano Mauri.

Con il libro Walden H.D. Thoreau ci racconta la sua esperienza di vita solitaria sulle rive del lago Walden, immerso nei ritmi ciclici della natura, come una dichiarazione d’indipendenza dalla pochezza morale della società.

Quanto a Giuliano Mauri, artista esponente dell’arte ambientale, mostra quello che il nostro pianeta ha da offrire, realizzando “architetture naturali” e riflettendo sul fatto che la civiltà ha snaturato l’uomo.

La nuova collezione privilegia i colori del legno e del foliage, con le infinite sfumature delle foglie, valorizzate da tessuti come lana e cotone naturali e quindi ecologici.

L’outerwear viene sviluppato in cappotti esclusivi doppiopetto, reversibili o in harris tweed, mentre trench anti-pioggia, reversibili, scoprono tessuti in drapperia pregiata come lana, cachemire e seta. La field jacket, anch’essa reversibile, viene reiventata in maniera funzionale e moderna con stoffe in flanella-stretch e nylon tecnico nelle nuance del sottobosco. 

Le giacche e gli abiti core business sono una fusione di sfumature, che dai toni della terra passano al beige e ai grigi, fino quasi al nero. Immancabile il blu Lardini, in tessuti antipioggia e antistropiccio, cachemire riciclato, lana e seta mista a cotoni e lino.

L’offerta è completata da giacche-camicie strutturate e proposte in micro-check e gessatura regolare, assieme al nuovo Giardigan, a metà tra una giacca e un cardigan.

Nel segno dell'artigianalità è anche una novità per questa stagione, il pantalone Dover, che ci riporta agli anni ’50 per la vita alta e i passanti più bassi per cinture sottili e lunghe, da annodare lateralmente e lasciare cadere su un fianco.

Uno stile, quello di Lardini, dedicato a un uomo green che prende sempre più coscienza nel riscoprire un mondo tanto nuovo, quanto ricco di passato, dove trionfano le mani degli artigiani che sanno realizzare la vera sartorialità, senza sprecare le risorse messe a loro disposizione.

a.c.
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