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A Milano Unica la primavera-estate 2018 vara un nuovo concetto di modernità

Presentate nel capoluogo lombardo le tendenze di Milano Unica, il salone tessile in programma a Rho Fiera dall'1 al 3 febbraio. Nella primavera-estate 2018 saranno protagonisti abbinamenti forti e spregiudicati, per un effetto di grande impatto, in passerella come in strada.

 

Nulla è lasciato al caso, grazie a un’attenta ricerca nella quale sono fuse civiltà ed epoche diverse, mixando linguaggi, esperienze, culture, personaggi di ogni latitudine di spazio e di tempo.

 

Un nuovo concetto di modernità, dunque, fondato su tre temi fondamentali, frutto dell’accostamento di un personaggio storico a un luogo vero, seppur idealizzato, tanto per il glorioso passato, quanto per l’eterna valenza nell’immaginario collettivo.

 

Per esempio, la leggendaria regina d’Egitto viene immaginata a girovagare per le mondane vie ibizenche, l’artista russo Malevich è stato inviato al Sud nella calda luce campana e, per finire, l’architetto torinese Carlo Mollino è volato in Persia sulle tracce della cultura iraniana.

 

Il tema "Nefertiti a Ibiza" intende essere un elogio alla bellezza e alla gioventù spensierata con protagonisti Nefertiti, ideale di bellezza atemporale, e la perla profumata e generosa del Mediterraneo.

 

In questo tema i richiami vanno ai decori floreali, alle preziosità dell’Egitto, agli ori, ai kaftani e agli arredi delle case dell'isola spagnola.

 

I materiali si ispirano alla sabbia di Ibiza, alle dune, alle garze delle mummie e ai papiri d’Egitto. Tutti tessuti in rilievo sovrastampati, con abbondanza di garze, sete effetto papiro e tante plissettature, doppie, in orizzontale e in verticale, rilievi e sovrapposizioni di garze su jacquard ad effetto pittura rupestre.

 

Non mancano le maxi stampe, con pennellate che sembrano essere state realizzate a mano, seta oro chiaro con bordo dai motivi ornamentali e seta preziosa con stencil appena accennato.

 

Di contrasto all’opulenza e alla preziosità dei tessuti, gli accessori sono in pelle laccata e laserata, dai motivi stilizzati, arricchiti da materiali iridescenti. Quasi tutti con motivi decorativi centrali, arricchiti da catenelle e applicazioni dorate, di chiara ispirazione egizia.

 

I colori sono l’oro divino, il marrone ambra, il giallo maturo, il beige make-up, ma anche nuance a contrasto, come il verde kiwi e il viola ametista.

 

In "Kazimir Malevich a Sorrento" predominano le geometrie e del colore. Le opere, dalle forme architettoniche dell’artista fautore del Suprematismo (la più radicale delle Avanguardie storiche del Novecento), si combinano con i disegni e le fantasie delle maioliche di Sorrento.

 

Protagonisti sono i cotoni a impermeabilizzazione soft e a microtrama armaturata, fantasie di righe e gessature, tessuti dalle geometrie tridimensionali, tonalità che ricostruiscono profondità, prospettive dinamiche, grafie che si alternano a decori, stilizzazioni astratte di elementi della natura.

 

Di forte impatto la palette cromatica, che spazia dall’azzurro cielo al blu maiolica, dal verde smeraldo al giallo sulfureo, per arrivare poi al rosso febbricitante e all’energico arancio mandarino.

 

Per gli accessori, un generoso uso di nastri e rigature di varie dimensioni si alterna ad applicazioni coloratissime, per un repertorio di articoli a effetto, come i bottoni ispirati alle ceramiche sorrentine.

 

Immaginando Carlo Mollino a Teheran, si delinea una osmosi tra Oriente e Occidente, tra la bellezza e ricchezza della mondanità persiana e il rigore dell’eleganza sabauda. Tra Teheran e Torino e tra lo scià e l’architetto.

 

I rosoni delle chiese persiane dialogano con i preziosismi decorativi dei mobili di Mollino e le forme organiche da lui tanto amate rimandano ai richiami naturistici dei tappeti di Persia.

 

I materiali riflettono tutto questo. Così i cotoni e le sete riproducono e s’ispirano agli zaffiri dei gioielli e ai turchesi dei vetri delle chiese. Il caldo colore dei legni selezionati da Mollino s‘incontrano con i rossi pompeiani dei tappeti per le preghiere.

 

I colori spaziano dai blu agli argentati, senza dimenticare i rossi e i rame. Gli accessori sono ricchi e decorativi, frutto della rivisitazione degli ornamenti orientali e dell’interpretazione delle geometrie e dei disegni sinuosi di Mollino (nella foto, uno scatto di Andrea Erdna Barletta).

 

 

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