TENDENZE PRIMAVERA-ESTATE 2021

Milano Unica: il futuro appartiene alla Culture Tribe 5.0

Milano Unica si svolgerà a Milano dal 4 al 6 febbraio 2020 a Fiera Milano Rho, ma già ora gli organizzatori danno un sostanzioso assaggio delle tendenze che caratterizzeranno la primavera-estate 2021.

Tutto parte dall'osservazione della Gen Z, i ragazzi nati dal 1995 in poi: nativi digitali che, a differenza della generazione precedente dei Millenials, appartengono tout court a un'epoca perfettamente connessa con la tecnologia e i social network.

«La Gen Z è quella più sensibile alle problematiche ambientaliste, anzi che ha fatto nascere l'ondata green nel mondo», ha spiegato Ercole Botto Poala, presidente di Milano Unica, nel corso del talk show sulla creatività sostenibile andato in scena durante l'evento di ieri dedicato ai nuovi trend.

«Parlerei di un vero e proprio sentimento - ha aggiunto l'imprenditore - che Milano Unica condivide. Dobbiamo far sì che la visione green sia parte preponderante delle decisioni aziendali e politiche a tutti i livelli, così da agire in modo responsabile e garantire un futuro davvero sostenibile ai nostri figli».

Un universo nuovo, complesso e a volte di difficile comprensione, quello della Gen Z: proprio per questo non bisogna fermarsi al linguaggio dei “like” e dei “meme”, ma andare in profondità in una generazione che da una parte rappresenta un'anticipazione sofisticata della tecnologia futura e dall’altra, sul piano comportamentale, segue le dinamiche tribali dell’uomo dalle origini ai giorni nostri.

Da qui l’idea di Milano Unica di unire il futuro con il passato, l’approccio tecnologico con il concetto di tribù, le estetiche giovanili con le ancestrali sensibilità simboleggiate da tre luoghi iconici: Mexico City, Los Angeles e Papua Nuova Guinea.

Ne sono nate le tre tendenze Tropical Rave in Mexico City, Indian Chill Out in L.A. e British Clubbing in Papua, che ibridano generi musicali e iconografie tribali con lo scopo di creare una visione caleidoscopica di cultura ed estetica.

Tropical Rave in Mexico City è un festival di stampe astratte, un turbinio di frange ed eco-piume per comunicare la potenza della natura e rievocare le forze ignote degli avi messicani. Un melting pot di colori, sovrapposizioni e trame che ricordano i profumi e decori di Città del Messico, vagando tra le atmosfere dei riti fluo del Dia de los muertos e il contesto naturale per celebrare la vita, sulle note della cantautrice Billie  Eilish.

La cartella colori oscilla tra il verde, il fucsia e il giallo in versione fluo, il cammello, l’ecru e il metallo arcobaleno. Non possono mancare il nero, che descrive il lato oscuro della ritualità messicana, il grigio freddo che completa la proposta dei toni dei neutri e il verde lichene, che enfatizza le tonalità acide dei colori delle foreste messicane.

L’estetica inclusiva tra i simboli dei teenager californiani e i decorativismi indiani li ritroviamo in Indian Chill Out in L.A., che mette in scena ricordi fatti di musica e vibrazioni poetiche in riva al mare, scanditi dal sole che diventa sempre più alto nel cielo della City of Angels.

In questo tema le basi hanno aspetti leggeri e le righe, micro e macro, sono presenti in tutte le proposte stampa e negli jacquard. Il tie and dye, quasi pittorico, si rifà ai riti guerrieri Sikh Nihang ma anche ai surfisti californiani, dando vita a un’estetica rarefatta e impalpabile. In questo caso la cartella colori spazia tra le sfumature delle spiagge losangeline e i costumi dei mistici guerrieri del Punjab: si va dall’azzurro polvere al blu oceano e al verde mare, fino al rosa albicocca, al giallo girasole e il rame metallico.

Infine, British Clubbing in Papua è un universo parallelo, dove l’artigianato del popolo del fuoco si miscela con i codici classici della sartoria. Un incontro di sapienze sedimentate e arricchite nel tempo.

Il trend scaturisce dal confronto ideale tra l’artigianato della Nuova Guinea, a partire dai sofisticati copricapi di Papua, e la tradizione sartoriale britannica dei capispalla, che puntualizzano l’importanza del dettaglio e l’appartenenza ad un Club.

I tweed, i gessati e i pied de poule vengono valorizzati attraverso contrasti tra lucido e opaco dei disegni di ispirazione tribale e proposti in nuance classiche.

Nelle stampe le foglie e le piume si mescolano alle armature dal classico sartoriale. La cartella colori attinge alle tonalità delle tribù Goroka, ma anche alle nuance tipiche del tailoring: va in scena un excursus tra grigio freddo, verde ardesia e lichene, rosso fuoco, blu clematide e metallo catarifrangente.

In primo piano inoltre le gradazioni del cammello, del giallo fluo che scandisce la modernità e del blu oceano, in omaggio alla simbologia tribale.

a.c.
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