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È il fotografo scozzese Albert Watson a firmare il Calendario Pirelli 2019

Ad Albert Watson, 76 anni, scozzese, mancava solo il Calendario Pirelli per coronare una carriera strabiliante, nata con un hobby e sfociata in un lavoro ad altissimi livelli, che l'ha fatto conoscere in tutto il mondo.

Dopo Tim Walker (che ha siglato l'edizione 2018), l'iconico calendario nel 2019 porterà infatti la sua firma: a comunicarlo è stato direttamente l'artista, sui suoi profili Facebook e Instagram, anticipando che tra le protagoniste ci sarà anche il suo cane Jona (con lui nella foto).

A portarlo fin qui una storia iniziata con un (apparente) svantaggio: quello di essere cieco da un occhio sin dalla nascita. Una menomazione che non gli impedisce di coltivare l'hobby per la fotografia, che continua a praticare anche quando si trasferisce da Edimburgo a Los Angeles con la moglie Elizabeth nel 1970.

Un incontro casuale con un art director di Max Factor rappresenta la svolta: i suoi scatti attirano l'attenzione di riviste americane ed europee come Mademoiselle, GQ e Harper's Bazar, che lo prenotano per uno shooting con Alfred Hitchcock, la prima celebrità che ritrae.

Da quel momento, e soprattutto dopo il Grammy Award per la fotografia nel 1975 e il primo scatto per Vogue nel 1976, la sua carriera spicca il volo: si trasferisce a New York e nel corso degli anni è autore di oltre 100 copertine delle varie edizioni di Vogue nel mondo e di numerose altre testate, firma campagne pubblicitarie di griffe importanti, da Blumarine a Prada e Chanel, realizza decine di manifesti di film, tra cui Kill Bill e Memorie di una geisha, dirige oltre 100 spot televisivi.

Non solo. Espone nelle gallerie e nei musei di tutto il mondo e Photo District News lo inserisce nella classifica dei 20 fotografi più influenti di tutti i tempi.

Nel suo curriculum non mancano i riconoscimenti, tra cui un Lucie Award, un Grammy Award, tre Andy, un Der Steiger Award, un Hasselblad Masters Award e la Centenary Medal, premio alla carriera assegnato dalla Royal Photographic Society.

Nel giugno 2015 la Regina Elisabetta II gli consegna l'onorificenza dell’Ordine dell’Impero Britannico (Obe) per il contributo di una vita all’arte della fotografia.

Non si contano i libri pubblicati - l'ultimo è Kaos, edito da Taschen nell'autunno 2017 - le mostre personali e le esposizioni collettive allestite da prestigiosi musei, tra cui la National Portrait Gallery di Londra, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Museo Pushkin delle Belle Arti di Mosca, il Lianzhou Museum of Photography in Cina e l’International Center of Photography di New York, per citarne alcuni.

I suoi scatti fanno parte delle collezioni permanenti della National Portrait Gallery, del Metropolitan Museum of Art, dello Smithsonian, del Parlamento scozzese, della Deichtorhallen, del Multimedia Art Museum, e del Museum Folkwang di Essen.

a.t.
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