al via con la SS21 una capsule con il suo nome di battesimo

Luigi Lardini: «Con Luigi Cesare Romano Augusto ci metto la faccia: ora devono parlare le emozioni»

Dopo 42 anni passati a lavorare in azienda, di cui gli ultimi 23 dedicati anima e corpo a disegnare la collezione Lardini, Luigi Lardini ha deciso di ripartire dopo il lockdown aggiungendo un progetto tutto nuovo, una capsule collection per la Spring-Summer 21 a cui ha dato il suo stesso nome di battesimo: Luigi Cesare Romano Augusto.

«Si tratta di 13 outfit - racconta lo stilista a fashionmagazine.it - che ricalcano al 100% il mio gusto personale. Ho disegnato una collezione dove, come si suol dire, ci ho messo la faccia, al punto che non solo l'ho fatta ricamare sulle T-shirt, ma sono diventato anche il testimonial del catalogo».

La capsule, contraddistinta da un'etichetta verde («Lo stesso colore della coperta in cui mi hanno avvolto appena nato») è già presente nelle showroom del gruppo Lardini in Italia, Giappone e Germania, dove da ieri è iniziata la campagna vendita di tutte le collezioni.

Dell'offerta Luigi Cesare Romano Augusto fanno parte T-shirt, camicie, polo, pantaloni, foulard e un solo abito, realizzato in tre colori diversi. «Si tratta di un guardaroba semplice ma non basico, sofisticato ma non eccentrico», assicura il designer, aggiungendo che questo progetto, con lo stesso posizionamento di prezzo della linea Lardini, sarà probabilmente one shot.

L'idea che ha spinto Luigi Lardini era di riproporsi sul mercato dopo la pausa imposta dall'epidemia di Coronavirus in una maniera anche più autentica e personale. «Ho pensato - sottolinea - che questo fosse il momento giusto per far parlare le emozioni: questa capsule è una sorta di autobiografia e anche per questo all'interno di ogni giacca è cucita la riproduzione del mio certificato di battesimo».

Le linee dei capi che compongono i 15 look sono rilassate, i volumi ammorbiditi, la palette cromatica si concentra su pochi toni: beige, blu, rosso. «Per il resto - conclude Luigi Lardini - la collezione è fatta di tutto ciò che per me sigifica eleganza: la cravatta ma nello stesso tessuto dell'abito, il foulard, che per me è un complemento fondamentale, il gilet in maglia. E poi fantasie tessili come il madras, le righe baiadera, il Principe di Galles gigante sulla camicia a pois o sulla polo, sempre tono su tono con giacche blazer».

an.bi.
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