womenswear e contemporary

White: +4% le presenze dell'edizione di febbraio

Il salone della moda contemporary White conclude l'edizione di scena dal 25 al 27 febbraio superando le 23mila presenze: +4% rispetto a un anno prima. I buyer sono aumentati del 6%, grazie anche a un maggiore afflusso di stranieri (+14%).

 

Aumentati anche gli italiani: +4% rispetto a febbraio 2016. L'evento fieristico ha presentato le collezioni invernali di 511 marchi, di cui 145 provenienti dall’estero e 189 new entry. 20mila metri quadrati la superficie espositiva nelle tre sedi del Tortona Fashion District (Superstudiopiù, Ex-Ansaldo e Hotel Nhow).  

 

«L’energia profusa a ogni edizione del salone e la volontà di fare sistema al fianco delle istituzioni milanesi sono il motore che ci fa raggiungere nuovi traguardi a ogni stagione» commenta Massimiliano Bizzi, fondatore del salone che guarda già al prossimo appuntamento di settembre.

 

«Saremo tutti coinvolti - anticipa - con un programma di 10 giorni, che riunirà il fashion system e renderà Milano il propulsore della moda, con White e il Tortona Fashion District in prima fila».

 

Alla vigilia del tradeshow, venerdì 24 febbraio, la sfilata di Situationist (brand disegnato dal georgiano Irakli Rusadze) ha rinsaldato la collaborazione con Camera Nazionale della Moda Italiana.

 

Durante la tre giorni, la quinta edizione del Premio Ramponi ha portato sul podio la stilista francese Laura Bihl e il suo brand Sainte Courtisane. Irma Cipolletta ha invece ricevuto l’Inside Award da Sofia Tchkonia, direttore creativo della Mercedes-Benz Fashion Week di Tbilisi.

 

Alla My Own Gallery una speciale iniziativa ha ripercorso le tappe creative di Lucio Costa, stilista scomparso nel 2012. In mostra anche il libro curato da Alice Gentilucci "So Lucio!" e una capsule che attesta il rilancio del marchio ad opera di Roberto Pelizzoni, socio storico di Costa.

 

Il salone si è riconfermato uno spazio dall'alta vocazione internazionale, con allestimenti dedicati al design di marchi dall'Asia, Kazakhstan, Portogallo, Belgio, Francia, ma anche una vetrina per il made in Italy con il progetto MIAC-It’s time to contemporary artisan, insieme a Confartigianato Imprese.

 

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